"Perché è colpa di Wagner se il giorno che ti ho visto, ho preso la mia vita e l’ho lanciata alla conquista"

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Avevo giurato a me stessa di cancellare per sempre ogni speranza, ma quel “a presto” scritto per via della tua gentilezza era come un faro in una notte buia e tempestosa. Quella parola, apparentemente insignificante, mi ha lasciato il segno. È dal 23 aprile che continuo a sperare di cancellare quella parola che segna un orizzonte troppo lontano da poter raggiungere, un’oasi in mezzo al deserto, per iniziare qualcosa, magari la nostra storia.

"Sei una persona migliore di quello che lasci vedere agli altri": una frase lanciata come una freccia contro il bersaglio, ma è stata l’unica verità che ho detto fino ad ora.
Osservo le tue mani, vorrei che mi sfiorassero, vorrei che mi toccassero, che mi prendessero e mi facessero capire una sola cosa: io appartengo a te e tu appartieni a me.
Osservo i tuoi occhi così tremendamente chiari e intravedo momenti che hai taciuto a tutti, momenti che vorrei svelassi a me e soltanto a me: vorrei fossi la tua musa, che i tuoi occhi cristallini mi dipingessero come una ninfa dalla profonda e misteriosa bellezza, vorrei mi dicessero che sono soltanto tua.
Osservo il tuo sorriso, un sorriso pieno e vitale che spunta poco sul tuo volto spigoloso. Vorrei lo domassi a me come se fosse il bene più prezioso che tu abbia mai custodito: una promessa che ci scambiamo noi due, esclusivamente noi due.


Ti prego, ti supplico, non lasciare che quell’ “a presto” sia solo una parola scritta per via della tua profonda educazione, trasformalo, cambialo in “ciao, piacere sono IO”.

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Ho avuto la presunzione di conoscerti solamente osservandoti formulando tratti di te che magari non esistono, ma TU sei pura attrazione per me e, non importa quanto tu possa essere restio e lontano da me, io cercherò sempre di starti il più vicino possibile, sei la mia calamita.
Guardarti muovere tra la gente mi piace, non sei tu quello che mostri quando sei circondate dalle persone. Io e te siamo uguali: due anime in pena che cercano di andare avanti in questo mondo così strano. I tuoi occhi nascondono segreti che mi piacerebbe tu mi dicessi.
TU rischiari le giornate e, senza neanche accorgermene, sei diventato il mio SUNSHINE.
Ora, voglio solo poter parlare con te, un flebile “ciao” sarebbe la felicità, ma so che la mia esuberanza mi è costata cara e che, prima o poi, arriverà il momento in cui dovrò rinunciare per sempre a TE.

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